IL MEDAGLIERE DEI MERCATI DELL’EXPORT ITALIANO
Rapporto Export Sace 2021 - Quali i mercati strategici per le nostre aziende esportatrici
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Prendendo d’ispirazione l’anno delle Olimpiadi, SACE, nel suo rapporto annuale sull’Export Italiano, ha stilato il Medagliere dei nostri mercati, raggruppando i Paesi in cui spediamo e (si prevede) spediremo in quattro gruppi: Oro, Argento, Bronzo e “ai piedi del Podio”. Scopriamo insieme quali mercati extra spiccheranno come principali destinazioni nel 2021 e 2022 per il nostro export e quali invece faranno ancora fatica a tornare ai livelli pre-pandemici.

 

PAESI EXTRA CEE NEL MEDAGLIERE D’ORO

Fra le medaglie d’oro del primo raggruppamento sono presenti i mercati che in diversi casi hanno saputo mantenere un’attività economico-commerciale relativamente dinamica, grazie anche agli interventi adottati, con impatti positivi sulla performance dell’export italiano.

STATI UNITI: si riconfermano il primo mercato Italiano extra cee, con un tasso di crescita nel 2021 del nostro export del +11%. Si aprono ampie opportunità per le nostre imprese che operano sul mercato americano. Le vendite italiane verso gli Stati Uniti sono relativamente diversificate, con la meccanica strumentale che rappresenta oltre un quinto del totale. Segue la chimica, passata da 1,9 miliardi di euro nel 2001 a 7,5 miliardi nel 2020, grazie al traino della farmaceutica. Importante anche l’export dei mezzi di trasporto: automotive e cantieristica navale.
Il mercato statunitense costituisce inoltre una larga parte della domanda di alimentari e bevande Made in Italy – specie vino e pasta – avendo accolto oltre il 13% dell’export italiano del settore nel 2020. Pur rimanendo ancora un’importante destinazione per il settore moda e degli altri consumi, il peso degli stessi sull’export italiano verso il Paese si è ridotto.

GIAPPONEUn recupero importante  è atteso anche per l’export italiano di beni in Giappone (+14,3% nel 2021), un mercato sempre più vicino all’Italia sulla scia dell’Accordo di partenariato economico con l’Ue in vigore dal 2019. Il balzo sarà rilevante, anche in questo caso, per i beni di consumo (+14,8%, soprattutto tessile), seguito da alimentari e be­vande (+12,1%), beni di investimento (+18,4%, in particolare meccanica strumentale e mezzi di trasporto) e, in misura relativamente inferiore, per i beni intermedi, seppure con la gomma e plastica a +16,1%.

CANADA :  Spicca la crescita del 15,5% attesa per il 2021 del nostro export verso il Canada, trainata soprattutto dalle dinamiche favorevoli per i due principali settori: la meccanica strumentale (+19,6%) e gli alimentari e bevande (+11%),  questi ultimi già ampiamente in positivo nel 2020, in virtù dei benefici derivanti, anche in questo caso, dall’accordo di libero scambio  CETA, ormai in vigore da alcuni anni.

CINA : Dopo essere rimasto pressoché stabile lo scor­so anno, l’export italiano in Cina supererà i 14 miliardi di euro nel 2021, continuando la sua corsa anche negli anni successivi. Data la performance straordinaria dei beni intermedi dello scorso anno, guidati in particolare da chimica e metalli, l’accelerazione delle vendite verso Pe­chino prevista per quest’anno sarà trainata in particolare dai beni di consumo (+12%, con una accentuata dinamica per moda e arredamento) e da quelli di investimento (+11,7%, in modo dif­fuso tra i principali settori del raggruppamento).

COREA DEL SUD: è uno dei Paesi che ha saputo meglio contrastare gli effetti della pandemia, diventando il terzo mercato nella regione Asiatica a seguito del crollo delle vendite italiane verso Hong Kong (-25,6%). La domanda coreana di prodotti italiani continuerà con vigore anche nel 2021, superando i valori pre-crisi grazie a un tasso di crescita previsto all’11,2% continuando a beneficiare dell’accor­do di libero scambio tra il Paese e la Ue in vi­gore ormai da un decennio. I beni di consumo, che valgono oltre il 40% delle nostre esporta­zioni, guideranno la ripartenza (+16,1%), grazie soprattutto al tessile e abbigliamento (+20,2%), che rappresenta un quinto delle nostre vendi­te nel Paese, riflesso dell’apprezzamento da parte dei consumatori coreani per l’alta moda italiana. Prospettive favorevoli anche per i mez­zi di trasporto (+15,4%), che continueranno la crescita dopo il risultato positivo dello scorso anno.

VIETNAM : In Vietnam si confermano positive le dinamiche attese per l’export dell’Italia (+16% nel 2021), secondo fornitore europeo del Paese dopo la Germania. Ad Hanoi la ripartenza del settore tessile e abbigliamento, le cui vendite estere valgono oltre il 15% del Pil vietnamita, offre opportunità importanti di export per le nostre aziende produttrici di macchine per impieghi tessili48 e per quelle della moda (+22,8% nel 2021). Inoltre, le imprese italiane potranno be­neficiare del sostanzioso piano di investimenti pubblici (119 miliardi di dollari in quattro anni) previsto dal governo vietnamita per sviluppare le proprie infrastrutture e migliorare la connetti­vità con le altre economie della regione.

TAIWAN: Continuerà la crescita delle esportazioni italia­ne verso Taiwan (+7,5% nel 2021). L’economia dell’isola è infatti risultata tra le meno impattate dalla pandemia, grazie alla gestione efficace dello shock sanitario e al boom della doman­da estera di prodotti elettronici, in cui il Paese è altamente specializzato (in particolare i se­miconduttori, di cui Taiwan è leader mondiale nella produzione). Tale contesto ha creato inte­ressanti opportunità per le nostre imprese degli apparecchi elettrici (+41% nel 2020 e +6,1% nel 2021). Molto positivo anche l’export sia di mezzi di trasporto, che dopo aver retto l’urto della crisi è previsto in rapida accelerazione nel 2021 (+16,7%), sia di meccanica strumentale (+9,7%), che quest’anno recupererà completa­mente il calo dei dodici mesi precedenti.

EMIRATI ARABI UNITI :  Figurativamente a metà strada tra l’Asia e il nostro Paese, in Medio Oriente, troviamo infine un mercato altrettanto strategico come quello degli Emirati Arabi Uniti, verso cui l’export italiano crescerà quest’anno del 15%, recupe­rando in buona parte il calo del 2020, per via soprattutto dei principali settori dei beni di in­vestimento (+17,6%). In particolare la mecca­nica strumentale (+14,8%) beneficerà dei piani diversificazione del governo volti a trasformare la Federazione in un hub manifatturiero; in tale ottica rientra l’eccezionale stanziamento di fon­di per l’“Operazione 300 miliardi” (per un valore di circa 75 miliardi di euro) e la recente riforma che permette la proprietà straniera delle impre­se locali, prima possibile solo all’interno delle Zone Economiche Esclusive. Altre opportunità per le nostre imprese deriveranno dagli inve­stimenti pubblici in sicurezza alimentare e nel settore sanitario (biomedica e farmaceutica), oltre che in quei settori già consolidati come energia, petrolchimico e industria pesante. Il fattore Expo Dubai, infine, guiderà il recupero, seppur ancora parziale, delle nostre vendite di beni di consumo (+14,4% nel 2021) e la ripresa di agricoltura e alimentari (+18,4%).

 

PAESI EXTRA CEE NEL MEDAGLIERE D’ARGENTO

Verso i Paesi con medaglia d’argento l’export italiano ritornerà, secondo le previsioni SACE, sostanzialmente sui livelli pre-crisi già nel 2021, proseguendo, però, negli anni successivi con una dinamica più contenuta rispetto ai mercati del primo gruppo.

BRASILE: Tra le maggiori economie dell’America Latina, il Brasile è l’unica in cui il calo del nostro export nello scorso anno si sia limitato alla singola cifra; il recupero sarà pressoché completo nel 2021, grazie alla performance dei beni di investimento: la meccanica strumentale (+10,2%), i mezzi di trasporto (+19,3%, in particolare automotive) e gli apparecchi elettrici saranno, infatti, i settori che offriranno le maggiori opportunità per le nostre imprese. Di nuovo positive le prospettive per la chimica, sugli scudi negli ultimi anni, ancora una volta grazie soprattutto alla farmaceutica, e tra i pochi settori in positivo anche nel 2020.

ARABIA SUADITA: In Arabia Saudita si prevede quest’anno un’ampia crescita delle nostre vendite (+9,6%), con buone prospettive per chimica e metalli, che insieme valgono quasi mezzo miliardo di euro di beni, e che vedranno crescere le espor­tazioni a un buon ritmo nel 2021. I metalli in particolare saranno trainati dalle infrastrutture e costruzioni, che sono al centro dei due ingenti programmi di diversificazione voluti dal principe ereditario, “Vision 2030” e “Shareek”. A questi si aggiungono i piani di privatizzazione e am­modernamento della sanità nell’ambito dell’ini­ziativa “E-Health Strategy”, che prevede circa 18 miliardi di euro di investimenti annuali per strutture e apparecchiature sanitarie, con op­portunità rilevanti per le imprese italiane.

CILE : Il Cile, alle prese con una fase di mutamen­to politico, mostra un dinamismo dell’econo­mia elevato e l’import dall’Italia farà segnare quest’anno +13,2%, non lontano dal record storico del 2019. La ripresa del nostro export, in linea con il rimbalzo ciclico del Paese, sarà guidata dapprima dai beni strumentali, che scontano comunque un importante effetto base e risentono in parte dell’incertezza politica. Vi­gorosa la ripresa delle “3A” del Made in Italy (arredamento +20,1%, abbigliamento +18% e alimentari +11,7%) grazie ai programmi di sti­molo dei consumi e a un mercato del lavoro già alla situazione pre-crisi.

MALESIA : Le quotazioni petrolifere, congiuntamente al traino della domanda estera di prodotti elettro­nici, spingeranno la crescita dell’export italiano in Malesia (+14,1% nel 2021), anche se biso­gnerà attendere il 2022 per il completo recupe­ro dei valori pre-crisi. Sebbene persistano rischi al ribasso dettati dal peggioramento della curva dei contagi, che ha già spinto in tarda primave­ra il governo a imporre nuove restrizioni, le ven­dite oltreconfine di beni Made in Italy potranno contare sulla domanda malese di beni d’inve­stimento, in particolare meccanica strumentale (+19%) e apparecchi elettrici (+12,6%), fun­zionali al continuo sviluppo della manifattura avanzata nel Paese, supportato dalla creazio­ne di cinque Corridoi Economici, concepiti per colmare il divario tra le regioni meno e più svi­luppate.
Il governo, con il piano “Covid-19 Alleviation and Revitalisation of Enterprises Support”, pun­ta all’affrancamento dalla dipendenza alimenta­re e dalla manifattura legata ai beni di consu­mo dall’estero, mentre con la “National Export Development Strategy” mira a incrementare sensibilmente le esportazioni non tradizionali, principalmente nei settori agricolo e ittico. Que­ste riforme cercheranno di capitalizzare i be­nefici in termini di facilitazione del commercio intra-continentale derivanti dall’entrata in vigore dell’area di libero scambio africana, nel tentati­vo di rendere il Ghana un importante hub com­merciale in Africa occidentale. Ne deriveranno alcune opportunità per il nostro export di mac­chinari (+20,0% nel 2021) e metalli (+15,4%), anche a supporto dello sviluppo infrastrutturale del Paese.

Nel medagliere d’argento troviamo anche diversi paesi del continente africano, dove cresce soprattutto il settore della meccanica strumentale e apparecchi elettrici – tra questi EGITTO NIGERIA MAROCCO e SENEGAL

Interessante la situazione in GHANA dove il governo, con il piano “Covid-19 Alleviation and Revitalisation of Enterprises Support”, pun­ta all’affrancamento dalla dipendenza alimenta­re e dalla manifattura legata ai beni di consu­mo dall’estero, mentre con la “National Export Development Strategy” mira a incrementare sensibilmente le esportazioni non tradizionali, principalmente nei settori agricolo e ittico. Que­ste riforme cercheranno di capitalizzare i be­nefici in termini di facilitazione del commercio intra-continentale derivanti dall’entrata in vigore dell’area di libero scambio africana, nel tentati­vo di rendere il Ghana un importante hub com­merciale in Africa occidentale. Ne deriveranno alcune opportunità per il nostro export di mac­chinari (+20,0% nel 2021) e metalli (+15,4%), anche a supporto dello sviluppo infrastrutturale del Paese.

 

PAESI EXTRA CEE NEL MEDAGLIERE DI BRONZO

Nei Paesi con la medaglia di bronzo il nostro export nel 2021 non avrà ancora recuperato i valori pre-crisi, pur continuando a mantenere prospettive positive di crescita in un orizzonte temporale più ampio. La dinamica debole del­la domanda di beni Made in Italy di questi Paesi in alcuni casi sconterà i forti (e ancora non superati, complice anche il sopraggiungere della “variante Delta” del virus Covid-19) impat­ti sanitari della pandemia e delle sue ricadute economiche, ad esempio su settori-chiave come il turismo, in altri risentirà delle preesistenti e ancora irrisolte fragilità economiche o politi­che dei mercati di riferimento. Diversamen­te, in altri casi ancora, il traino esercitato dai principali partner economico-commerciali potrà agevolare un più veloce recupero della dinamica economica pre-crisi.

Tra questi troviamo MESSICO, THAILANDIA, ANGOLA, SUD AFRICA, TURCHIA, INDONESIA, COLOMBIA, QATAR, FILIPPINE, BANGLADESH, PERU’ e l’INDIA.

INDIA: gravemente colpita dalla seconda ondata e dalle varianti COVID, la ripresa economica in India, con ripercussioni anche sull’export italiano nel Paese che, seppur previsto in crescita dell’11% nell’anno in corso (dopo il -23,9% del 2020), impiegherà ancora diverso tempo prima di tornare ai livelli pre-crisi. La ripar­tenza economica di Delhi dipenderà sostanzial­mente dall’evoluzione della domanda interna, a sua volta strettamente legata ai progressi della campagna vaccinale e al contributo della spesa pubblica

 

PAESI EXTRA CEE AI PIEDI DEL PODIO

Nel quarto raggruppamento, ai piedi del po­dio, rientrano quei mercati verso cui l’export italiano non recupererà i livelli pre-crisi in corso d’anno e parimenti registrerà un ritmo di crescita soltanto contenuto negli anni suc­cessivi. In alcuni casi tali difficoltà per le nostre imprese rimangono strutturali perché riferibili a contesti economico-finanziari persistentemente fragili, assetti politico-istituzionali incerti, nonché alla presenza di limitazioni commerciali colle­gate a quadri sanzionatori internazionali. In al­tri casi, le dinamiche al di sotto del potenziale si ravvisano anche in mercati consolidati per gli esportatori italiani, ma dove il mix degli effetti dell’emergenza sanitaria e delle difficoltà delle misure di rilancio della crescita manterrà depres­sa la domanda di beni italiani.

Tra questi in primis l’ARGENTINA, IRAN, KENYA, SRI LANKA e MONGOLIA.

 

FONTE: Rapporto Export SACE 2021 – GRUPPO CDP – “Ritorno al futuro: anatomia di una ripresa Post-Pandemica”
 

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